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Questo Odore Marino – Una poesia di Giorgio Caproni

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Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.

Negli occhi ho il sole fresco
del primo mattino. Il sale
del mare…

Insieme,
come fumo d’un vino,
ci inebriava, questo
odore marino.

Sul petto ho ancora il sale
d’ostrica del primo mattino.

Giorgio Caproni

 

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Le piccole cose che amo di te – Stefano Benni

benni_stefano
Le piccole cose che amo di te
quel tuo sorriso un po’ lontano
il gesto lento della mano
con cui mi carezzi i capelli
e dici: vorrei averli anch’io così belli
e io dico: caro sei un po’ matto
e a letto
svegliarsi col tuo respiro vicino
e sul comodino
il giornale della sera
la tua caffettiera
che canta, in cucina
l’odore di pipa che fumi la mattina
il tuo profumo un po’ blasé
il tuo buffo gilet
le piccole cose che amo di te
Quel tuo sorriso strano
il gesto continuo della mano
con cui mi tocchi i capelli
e ripeti: vorrei averli anch’io così belli
e io dico: caro me l’hai già detto
e a letto
stare sveglia sentendo il tuo respiro
un po’ affannato
e sul comodino il bicarbonato
la tua caffettiera che sibila in cucina
l’odore di pipa anche la mattina
il tuo profumo un po’ demodé
le piccole cose che amo di te
Quel tuo sorriso beota
la mania idiota
di tirarmi i capelli
e dici: vorrei averli anchío così belli
e ti dico: cretino,
comprati un parrucchino!
e a letto stare sveglia a sentirti russare
e sul comodino
un tuo calzino
e la tua caffettiera che è esplosa finalmente, in cucina!
la pipa che impesta fin dalla mattina
il tuo profumo di scimpanzé
quell’orrendo gilet
le piccole cose che amo di te.
Stefano Benni
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Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa

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Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa.

A ricordarle di sorridere anche quando non è facile.
Le insegnerò che l’amore non è come lo raccontano le favole, ma la spronerò a conoscerlo. A viverlo.
Le dirò che il tempo non cancella niente, ma che aiuta a stare meglio.
A ritrovarsi. Le insegnerò ad amare se stessa e poi gli altri.
A non accontentarsi di chiunque. Le insegnerò ad asciugarsi le lacrime dopo ogni pianto.
Le insegnerò che non sono sempre gli altri a deludere, a volte sarà anche lei a farlo.
Le insegnerò a vivere di pancia e secondo le sue emozioni.
Le insegnerò che spesso, il bene non riceve altrettanto bene.
Ma non le dirò di smettere di donarlo. Le insegnerò a camminare a piedi nudi sull’erba bagnata, a sentirsi libera ma padrona del suo cammino.
Le insegnerò ad entrare in punta di piedi nelle vite altrui.
Le insegnerò ad andare avanti anche con il mondo contro.
Le insegnerò che non sempre è tutto come sembra, ma che ogni cosa va vissuta prima di giudicarla, affinché possa riconoscere il bene ed il male.
Ci sono cose che mi auguro viva, ed altre che si limiti a conoscerle.
Le insegnerò a credere che, se qualcosa la vuole davvero, questa è facile che si avveri.
Le insegnerò a non arrendersi, a prendersi in braccio e portarsi in salvo perché, ahimè, spesso sarà da sola a doverlo fare.
Le insegnerò in fine, che le cicatrici hanno una storia e che ad ogni modo saranno una vittoria.

Mariarca Cacace 

 

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Amor: tudo ou nada

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Desculpa, mas não entendo. Eu quero tudo e mais ainda.

Amor tem que encher o coração, a casa, a alma. Pouco ou metades nunca me completaram.

Clarice Lispector

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Recado ao Zé Mané

Mensagem de Harley Wanzeller

“Recado ao Zé Mané”. Dirigido aos “isentões politicamente corretos” de nosso Brasil….”

by Harley Wanzeller

 

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El mar – Eduardo Galeano

El Mar

Diego no conocía la mar. El padre, Santiago Kovadloff, lo llevó a descubrirla.
Viajaron al sur.
Ella, la mar, estaba más allá de los altos médanos, esperando.
Cuando el niño y su padre alcanzaron por fin aquellas cumbres de arena,
después de mucho caminar, la mar estalló ante sus ojos. Y fue tanta la inmensidad de la mar,
y tanto su fulgor, que el niño quedó mudo de hermosura.
Y cuando por fin consiguió hablar, temblando, tartamudeando, pidió a su padre:
—¡Ayúdame a mirar!

 

Maravilhoso texto de Eduardo Galeano – jornalista e escritor uruguaio. É autor de mais de quarenta livros, que já foram traduzidos em diversos idiomas. Suas obras transcendem gêneros ortodoxos, combinando ficção, jornalismo, análise política e História.

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“Buio” – poesia di Daniele Rizzo

 

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Seguimi nei sogni,
costruendo con me castelli di sabbia che non potrò mai toccare,
perché se no ti perdo,
e tutto sparisce.

Il sole si trasforma in buio,
ed il buio è tetro.
E tu lo sai che ho paura del buio,
come ho paura di quando spegni la luce prima di fare l’amore,
o come quando chiudi gli occhi prima di baciarmi.

Vero, è diverso, ma è sempre buio,
e tu sai anche che oltre al buio, ho paura quando mi addormento e non mi sei vicina,
quando il suono della tua voce non mi scrive una canzone armoniosa,
o quando i tuoi occhi, non mi illuminano la giornata, ed il tuo sorriso,
non è lì a strapparmi fuori la felicità.

Ho paura del buio, ma ho anche paura di te,
perché per me, sei troppo ben fatta ed elegante,
perché per me, sei troppo intelligente e brillante,
perché sei semplicemente troppo, per me.

Ma nonostante tutto, sei ancora qui,
a tenermi le mani,
ad accarezzare la mia barba o il mio mento,
e ad appoggiare le tue labbra sulle mie.

Mi dici sempre che non devo preoccuparmi,
che possiamo andare lontano, insieme,
che possiamo fare o costruire tutto quello che vogliamo,
che possiamo essere i nostri supereroi privati.

Io voglio crederti,
quindi, per favore, continua a spegnere la luce prima di fare l’amore,
e continua a chiudere gli occhi prima di baciarmi,
ma insegnami anche a non avere più paura del buio,
o di te.

Daniele Rizzo

 

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